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Unsic: occorre chiudere, vaccinare e riaprire

“Si continua a costruire provvedimenti su dati vecchi e ad inseguire il virus anziché anticiparlo. La situazione, come prevedibile già tre settimane fa, è tornata ad essere molto problematica e non migliorerà certo nei prossimi giorni. Come imprenditori concordiamo sul primato della salute e sulla necessità di intervenire radicalmente al fine di scongiurare un eventuale blocco totale delle attività imprenditoriali che per esse segnerebbe la fine”. E’ quanto scrive in una nota Domenico Mamone, presidente del sindacato datoriale Unsic, con oltre tremila uffici in tutta Italia tra Caf, patronati e Caa, nonché autore di “Covid e dintorni” con il giornalista Giampiero Castellotti.

“Questa situazione delle semi aperture e della provvisorietà – aggiunge – è dannosa per l’economia. L’esempio è quello del Regno Unito, che dopo estese chiusure, compresa quella delle scuole, e un’intensa campagna vaccinale, ha già programmato con date certe un ritorno, seppur parziale, alla normalità”. “L’imperativo – conclude Mamone – è chiudere in modo esteso per alleggerire la pressione sugli ospedali e sul personale sanitario, non sottraendolo alle vaccinazioni e agli altri reparti, quindi riaprire in modo definitivo con numeri realmente tracciabili e un’alta percentuale di vaccinati”.

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