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Trasporti: per Cgil, Cisl e Uil l’Alta velocità è un primo tassello

I sindacati partecipano alla manifestazione di domenica, alle 11 davanti alla stazione.

“L’Alta velocità e l’Alta capacità fino a Lecce sono un’esigenza del territorio. Un primo passo per superare la marginalità geografica e colmare il gap infrastrutturale che sconta il Salento”. Cgil, Cisl e Uil parteciperanno alla manifestazione di domenica mattina (ore 11 davanti alla stazione) per chiedere l’impegno formale della Regione, per far arrivare treni veloci e treni merci moderni fino al sud della Puglia. “Ci battiamo sul tema del miglioramento dei trasporti da anni, per questo parteciperemo convintamente a tutte le iniziative che partono dal territorio per il territorio”, dichiarano i segretari generali territoriali, Valentina Fragassi, Ada Chirizzi e Salvatore Giannetto.

L’opportunità del Recovery Fund

“L’articolato dibattito di questi ultimi mesi sul Recovery Plan ha registrato anche sul nostro territorio un particolare interesse per gli obiettivi della missione 3, ossia quella relativa alle infrastrutture per una mobilità sostenibile: 31.9 miliardi di euro tra alta velocità, intermodalità, porti e logistica integrata . D’altro canto non poteva che essere così, considerato che esse sono nodo strategico per lo sviluppo del territorio. Garantendo a pieno il diritto alla mobilità delle persone e delle merci, interventi mirati su questo tema comporterebbero innegabili vantaggi per i cittadini, le imprese e i tanti turisti che raggiungono il Salento”, dicono i sindacalisti. “La provincia di Lecce però non ha bisogno soltanto di maggiori collegamenti veloci. Per valorizzare a pieno le vocazioni economiche del territorio, dall’agroalimentare al turismo dal manifatturiero leggero alla produzione di veicoli agricoli, è necessario un piano di interventi strutturato, che faccia perno su sistemi intermodali, capaci di connettere le direttrici stradali del ferro e della gomma, con i porti e con gli aeroporti”.

AV primo tassello. Decisivi: collegamenti ai corridoi transeuropei, intermodalità, scalo di Surbo

Serve dunque un piano di ampio respiro: “La piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil prevede alcuni obiettivi specifici dai quali non si può prescindere se davvero si vuol puntare allo sviluppo socio-economico del Salento. Una visione unitaria, di cui l’alta velocità è solo un tassello. Intanto è necessario attivare collegamenti veloci (le Frecce) potenziando dapprima quelli esistenti con Roma e Milano in orari consoni alle attività lavorative. Servono i collegamenti per Alta Velocità ed Alta Capacità, dunque, ma questi devono essere inseriti in un ‘sistema’ integrato che preveda il collegamento ferroviario dalla stazione di Lecce all’aeroporto di Brindisi, la rivitalizzazione della piattaforma logistica dello scalo di Surbo (anche attraverso il coinvolgimento dei privati) che va connesso ai corridoi transeuropei ed ai porti principali di Taranto e Brindisi, anche sfruttando le opportunità offerte dalla Zona economica speciale (Zes). La realizzazione definitiva dello scalo di Surbo permetterebbe ai nostri prodotti, sia agricoli che industriali, di raggiungere velocemente i mercati del nord del paese e del centro Europa, con conseguenti benefici sull’ambiente determinati dall’eliminazione dei circa 200 tir che ogni giorno partono dal Salento”.

Il nodo delle infrastrutture

Gli investimenti devono poi riguardare anche una nuova organizzazione interna dei trasporti: “Abbiamo bisogno di un’azienda regionale unica del trasporto, che favorisca l’intermodalità e l’integrazione ferro-gomma, specie per il trasporto di persone. A tal proposito è quanto mai urgente lo sblocco dei lavori per la Statale 275, come pure l’adeguamento agli standard di sicurezza della rete ferroviaria delle Ferrovie Sud-Est, per farle diventare finalmente una vera e propria metropolitana di superficie a 50 anni dai primi progetti in tal senso”, spiegano Fragassi, Chirizzi e Giannetto.

La necessità di un confronto con le parti sociali

“Sono proposte di buon senso, largamente condivise dalla popolazione locale, che se attuate a tempo debito avrebbero sicuramente limitato il divario infrastrutturale, sociale ed economico che penalizza il Salento ed i suoi cittadini rispetto ad altre aree della nazione e della regione. Sono proposte che farebbero entrare il Salento nel presente e la cui realizzazione faciliterebbe la vita di lavoratori, pensionati e studenti. Coesione, trasversalità e partecipazione, che ci aspettiamo di vedere alla manifestazione di domenica, cui parteciperemo unitamente alle nostre federazioni dei trasporti: principi che dovrebbero guidare i processi decisionali. È necessario in questo momento storico mettere in campo tutte le idee per progettare il futuro del territorio. Non è possibile più accettare supinamente scelte calate dall’alto, slegate dalle esigenze di chi vive il territorio ogni giorno: c’è bisogno di un metodo che coinvolga maggiormente parti sociali e territori interessati dalle opere. Cgil, Cisl e Uil su questi temi ci sono sempre stati e continueranno a partecipare a tutte le iniziative che mirino al coinvolgimento, alla coesione, allo sviluppo del territorio”, concludono i sindacalisti.

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