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Terme Santa Cesarea, interrogazione Pagliaro (Lpd): “Regione socio di maggioranza. Subito erogazione degli stipendi arretrati”

“Nelle more dell’annunciata dismissione delle quote societarie, la Regione non può disinteressarsi delle Terme di Santa Cesarea e soprattutto ha il dovere di garantire gli stipendi del personale impiegato, preoccupato per la mancata erogazione delle mensilità arretrate dopo mesi di cassa integrazione”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani, Presidente Movimento Regione Salento.

“Per questo – aggiunge – ho presentato un’interrogazione urgente, diretta al presidente Emiliano e all’assessore alla Sanità Lopalco, perché sollecitino l’ASL Lecce ad anticipare le somme dovute per le cure erogate in convenzione con il Sistema Sanitario nel 2020. Questo farebbe arrivare nelle casse vuote della società quasi due milioni di euro (1 milione 196mila euro per la precisione), sufficienti a far fronte al pagamento degli stipendi e ad avviare i lavori di manutenzione ordinaria improrogabili, se si vuole garantire la prossima stagione termale”.

“La società Terme di Santa Cesarea, di cui la Regione detiene il 51%, – continua il consigliere regionale – naviga in acque agitate: al 31 dicembre 2020 ha registrato perdite per circa 1,5 milioni di euro. Ma a pagare il prezzo di questa crisi non possono essere i lavoratori, in comprendibile stato di agitazione per un futuro occupazionale che vedono a rischio. Condividiamo le loro preoccupazioni. Il rilancio delle Terme sono da sempre una delle nostre battaglie, e abbiamo voluto accendere un faro di attenzione sulla vicenda, con l’audizione in II Commissione che si è tenuta nei giorni scorsi. E ne chiederemo subito un’altra, perché vogliamo vederci chiaro nel fantomatico piano di privatizzazione della gestione a lungo termine dello stabilimento. Non ci convince l’avviso pubblico annunciato dall’amministrazione comunale, con obbligo per il vincitore di versare un anticipo da capogiro, sufficiente ad acquisire le quote della Regione che hanno un valore stimato di circa 13,7 milioni di euro”.

“Il fallito rinnovo del consiglio di amministrazione della società, i numerosi rinvii delle assemblee a causa della mancata partecipazione della Regione che – lo voglio ribadire – resta socio di maggioranza a tutti gli effetti nelle more della dismissione delle quote – impongono di affrontare subito il problema della gestione, per esaminare la situazione e le possibili soluzioni, a breve e lungo termine. Al di là dell’esigenza immediata di corrispondere ai lavoratori le mensilità arretrate e di garantire i livelli occupazionali, urge un piano di rilancio e valorizzazione del sito termale per poter assicurare stabilità ai dipendenti, e per garantire il rilancio dovuto alle Terme. Un tesoro sprecato. Continuare a gestirle in questo modo, senza una visione di lungo respiro che sia in grado di metterne a frutto le enormi potenzialità, è una vergogna di cui Regione e Comune dovranno rispondere”. Conclude Paolo Pagliaro.

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