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Studenti in piazza: protesta contro il Piano Scuola immaginato dal neo-Ministro Valditara e agli orientamenti sull’istruzione del Governo Meloni

BARI Sono migliaia gli studenti e le studentesse pugliesi che oggi sono scesi in piazza in
occasione della mobilitazione indetta dall’Unione degli Studenti Puglia, Link e Rete Puglia. Al
centro della protesta la contrarietà al Piano Scuola immaginato dal neo-Ministro Valditara e
agli orientamenti sull’istruzione del Governo Meloni, ma non solo. Gli studenti chiedono che
le istituzioni regionali e le amministrazioni comunali si attivino per una piena applicazione
della legge regionale al diritto allo studio, promuovendo la possibilità da parte degli studenti
di usufruire dei servizi essenziali che rendono maggiormente accessibili i percorsi di
formazione.

“Nelle ultime settimane si sono susseguite le dichiarazioni del Ministro Valditara, autore della
riforma Gelmini e di più di 8 miliardi di tagli all’istruzione pubblica nelle sue precedenti
esperienze, che nel suo insediamento ha ribadito l’orientamento di questo Governo:
privilegiare una scuola incentrata sul merito e sull’aziendalizzazione dei processi di
apprendimento attraverso l’uso di strumenti quali l’alternanza scuola lavoro ed il taglio al
welfare studentesco. Non sono bastati tre ragazzi morti nel corso di un anno in percorsi
formazione-lavoro e una pandemia che ha palesato le problematiche strutturali del sistema
educativo e di trasporto pubblico per far cambiare idea a queste persone. Vogliamo una
riforma della scuola scritta a partire dai bisogni di noi studenti e studentesse che parli di
accesso gratuito all’istruzione, fondi per il trasporto pubblico e la sicurezza degli edifici. Lo
diciamo in più di 40 piazze italiane. Alla Regione Puglia chiediamo la piena applicazione
della Legge Regionale per il Diritto allo Studio per garantire l’istruzione gratuita a tutti gli
studenti e le studentesse. Studiare non può essere un diritto di pochi, ma di tutti.” dichiara
Stefano Mariano dell’Unione degli Studenti Puglia.

“Sono quasi 100mila gli studenti e le studentesse delle Università pugliesi che vivono,
consumano, lavorano in questo territorio ma dei quali nessuno sembra occuparsi. ad oggi
sono migliaia gli studenti e le studentesse che non potranno vivere nella propria città
universitaria a causa della selvaggia inflazione e dell’inaccessibilità dei prezzi delle case. La
mobilità diventa spesso per studentesse, studenti e giovani un elemento critico: i trasporti
sono costosi ed inefficienti, manca un sistema di bigliettazione integrato e un piano organico
di scontistica: per noi ci vorrebbe la totale gratuità. I luoghi della cultura sono spesso
inaccessibili per la componente studentesca, che non vive appieno le proprie città. A Lecce,
dopo il presidio promosso dagli studenti e dalle studentesse, abbiamo incontrato la Ministra
Bernini, presente in città per un evento dell’Accademia di Belle Arti, dicendole che bisogna
dare risposte alle studentesse e agli studenti dei nostri territori.” prosegue Vittorio Ventura,
Coordinatore della Rete Puglia.

“I cortei e le mobilitazioni del 18 novembre sono solo un punto di partenza: gli studenti e le
studentesse tornano nelle piazze dopo gli anni bui della pandemia per pretendere che non si
torni alla situazione precedente ma si impari da questi anni che serve investire nella
coesione sociale e nei diritti dei più vulnerabili, tra i quali studenti, studentesse, lavoratori e
lavoratrici. Vogliamo garantita la sicurezza mentre ci formiamo, un piano della mobilità che
fornisca corse gratuite agli studenti e negli orari notturni per garantire un pieno diritto alla
mobilità, attenzione ed investimenti sul tema del benessere psicologico, una reale tutela dei
diritti della comunità studentesca. Comuni, Regione e Governo prendano in carico i bisogni delle studentesse e degli studenti e forniscano risposte.

Unione degli Studenti

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