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Sport, pallavolista discriminata perché incinta: Giannone (Fi), “Depositata interrogazione a Draghi e Orlando”

“All’inizio pensavo fosse una fake news ma poi mi sono dovuta arrendere all’evidenza. Quello che è stato fatto alla Lugli è illegale ed anche immorale. Chiedere un risarcimento danni per aver taciuto l’intenzione di avere dei figli è l’emblema della discriminazione. Quest’atleta ha perso il lavoro, l’ultimo stipendio e dopo due anni le arriva anche la richiesta di risarcire la società sportiva per la quale lavorava, con l’unica accusa di essere rimasta incinta di un bambino che ha poi anche perso.

La deputata di Forza Italia Veronica Giannone, segretario della Commissione Infanzia e adolescenza, ha commentato duramente quanto accaduto alla pallovista Lara Lugli che come hanno raccontato diversi media, è stata citata per danni dai vertici della Volley Pordenone perché rimasta incinta senza aver comunicato prima l’intenzione della sua maternità al club. La ex giocatrice aveva chiesto legalmente alla società che le fosse pagata l’ultima mensilità – circa mille euro- prima dell’interruzione del contratto d’ingaggio.

“In Italia, prosegue Giannone, quando una pallavolista, o una qualsiasi atleta di sesso femminile, aspetta un bambino, il contratto si risolve di fatto. Non ci sono tutele in quanto le atlete non sono professioniste.

É inaccettabile parlare di superamento del gender gap se poi accadono delle vicende tanto meschine, basterebbe intanto modificare la normativa per mettere fine almeno in parte questa disuguaglianza.

Per questo, conclude, ho depositato immediatamente un’ interrogazione al Presidente Draghi e al Ministro Orlando, chiedendogli di intervenire , secondo competenza, con iniziative normative volte a riformare l’intera disciplina del settore sportivo. Occorre prima di tutto definire la forma contrattuale delle atlete , che di fatto sono professioniste tanto quanto i loro colleghi uomini, affinché possano godere degli stessi diritti come pensioni, malattia e assicurazioni per infortunio, nonché usufruire dei congedi di maternità. “

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