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Ordine Architetti PPC della Provincia di Lecce: eletto il nuovo Consiglio

Si rinnova il Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Lecce dopo la prima votazione svoltasi nei giorni 4 e 5 giugno, con lo scrutinio (719 votanti, 9 schede bianche) terminato a tarda sera.

Dopo lo spoglio delle schede, il nuovo Consiglio risulta dunque così formato:

Tommaso Marcucci                     304 voti

Aurora Riga                                  302 voti

Katy Tundo                                   302 voti

Giuseppe Bortone                        300 voti

Elisa Conversano                         296 voti

Antonio Zunno                             283 voti

Walter Carrozzo                           254 voti

Olga Malorgio                              252 voti

Sergio Pacella                              252 voti

Danilo Rosario Pastore                251 voti

Annalisa Malerba                        249 voti

Fabio Anchora                             246 voti

Danilo Rizzo                               220 voti

Cosimo Cesario De Giorgi          214 voti

Franco De Lorenzi                       212 voti

Inoltre, 209 voti per Francesco Gabellone, 191 per Francesco D’Ercole, 86 per Salvatore Vito Coronese.

Buona la partecipazione e l’affluenza al voto, favorita in modo evidente anche dalla modalità telematica.

Per la prima volta a comporre il Consiglio saranno 15 e non più 11 consiglieri, considerato come l’Ordine di Lecce abbia superato la quota dei 1.500 iscritti.

Sarà adesso compito del nuovo Consiglio l’elezione del nuovo Presidente e l’indicazione delle cariche.

Nella lettera di saluto che il Presidente De Matteis aveva voluto inviare agli iscritti nei giorni precedenti la votazione, si legge: “La nostra Comunità ha bisogno di trovare dentro di sé, tra i propri iscritti, le ragioni e la forza della propria esistenza. Credo che questo vada perseguito su due linee principali: la formazione continua (come volontà di conoscere e non leziosa burocratica verifica della conoscenza) e i concorsi di progettazione quale criterio primo di affidamento degli incarichi professionali.

Non si può agire da soli. È necessario un dialogo costruttivo e continuo con le istituzioni a scala territoriale e regionale, con le università.

E’ necessario essere parte attiva nella popolosa comunità nazionale che spesso stenta, nei suoi ruoli istituzionali, ad essere efficace nelle politiche a sostegno del nostro mestiere. Gli ultimi quindici mesi, nostro malgrado, hanno permesso di riflettere molto sulle potenzialità e le opportunità del nostro lavoro.

E’ ora di uscire fuori dagli slogan, dalle tante profezie profuse e mettere in opera strumenti certi, attitudini realistiche, programmi realizzabili”.

Parole che, sottolinea lo stesso De Matteis, “ora rivolgo a maggior ragione alle colleghe e ai colleghi che avranno la responsabilità, l’onore e l’onere di lavorare nel Consiglio dell’Ordine.

Colleghi sulla cui dedizione, voglia di fare, generosità e competenza non dubito.

A tutti loro il mio augurio di ottimo lavoro, sapendo che il tempo che ci attende è ricchissimo di sfide e opportunità, che andranno dispiegate nell’esclusivo interesse delle nostre comunità”.

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