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Nestola: “Basta silenzio attorno all’ospedale. Lopalco chiarisca”

“Il covid19 corre veloce in Puglia. Il Salento, zona graziata durante la prima ondata, ha evidenziato tutte le criticità organizzative e strutturali nella seconda. Pochi tamponi, tracciamento saltato, casi testati dopo molti giorni”. Lo dichiara il consigliere comunale di “Albanuova”, Alessandro Nestola.

“Dalla pandemia – aggiunge – o ne usciamo cresciuti in esperienza oppure saremo in forte difficoltà nel gestire una futura situazione critica come questa”.

“E’ evidente – continua – che i grossi centri ospedalieri, come quello che dovrà sorgere tra Maglie e Melpignano, non possano escludere la presenza di presidi territoriali efficienti, in grado quindi di dare risposte celeri e concrete alla cittadinanza. Significa personale specializzato, strutture efficienti, macchinari innovativi e funzionanti, liste d’attesa corte. La gente non si cura perché non è messa nelle condizioni di farlo”.

Poi sottolinea: “Il futuro che si prospetta per il San Giuseppe da Copertino è opaco. Come il suo presente”.

“Medici trasferiti, – prosegue – si diceva temporaneamente, e mai ritornati, reparti allo stremo col personale medico e infermieristico sottodimensionato rispetto al numero di pazienti, ambulatorio di terapia del dolore chiuso perché, improvvisamente, manca l’accreditamento”.

“Lopalco ed Emiliano – continua Nestola – sanno cosa significhi chiudere un ambulatorio che negli anni è stato uno dei migliori in Puglia per numero di accessi e qualità dei servizi che si prendeva cura soprattutto degli anziani, i più fragili. I famosi anziani, quelli che in TV diciamo di voler proteggere, ma che poi nei fatti li escludiamo dai percorsi di cura per loro indispensabili. Cosa è stato fatto, oltre al nuovo bagno in direzione, perché l’ambulatorio possa ritornare a funzionare?”

“Ma soprattutto – aggiunge – dal 5 aprile 2020 attendiamo ancora l’attivazione dei posti letto di terapia intensiva donati dalla BCC di Leverano: 200 mila euro in piccola parte raccolti con la campagna di solidarietà “Insieme per Vincere” dei quali si sono perse le tracce. Ricordiamo, per chi volesse trovare scuse, che l’indirizzo di scopo della donazione è il rafforzamento del reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale di Copertino. Ad oggi nulla. Eppure bastano dieci giorni per allestire una Terapia Intensiva”.

“Leggere poi dei fotocopiatori sostituiti anche nei reparti chiusi e dei saccheggi delle lampade del tavolo operatorio per spostarle da Copertino a Lecce non può che indignarci. – prosegue – Ora occorre potenziare ed ottimizzare l’esistente e non creare sgabuzzini inutilizzati e abbandonati”.

“E’ arrivato il momento di chiarire e porre rimedio al degrado organizzativo in cui versano le strutture sanitarie salentine, – sottolinea ancora – e stabilire scelte politiche chiare in merito al futuro che, Lopalco ed Emiliano, vogliono attuare per dare una svolta concreta al servizio sanitario regionale. Mentre nelle altre ASL si discute di ristrutturazioni datte da milioni di euro, a Lecce si declassa, si chiude, si costruisce senza tener conto del territorio e delle distanze tra paesi”.

“Fare politica – conclude Nestola – significa prendere posizione: chiedo a tutti i gruppi politici della Città di Copertino e dei paesi limitrofi di farlo, dicendo da che parte stanno. L’Ospedale è di tutti. La sua chiusura rappresenterà un disagio concreto per un bacino d’utenza importante che, in caso di emergenza, sarà chiamato a scegliere tra Gallipoli, Lecce, Maglie”.

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