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Lecce in aumento i contagi da covid-19 sul lavoro (266 casi). Donne più colpite (63,5%)

Gli esperti legali: “’impasse’ tra datore di lavoro e aziende sanitarie locali su contagi in azienda, non aiuta la situazione”.

Secondo il recente rapporto INAIL* appena presentato, i contagi da coronavirus sul luogo di lavoro a livello nazionale hanno ormai superato la soglia dei 131.000 casi.

In questo scenario la Puglia con 4.426 casi rappresenta il 3,4% degli infortuni sul totale nazionale, di questi 2.446 sono donne (55%), mentre 1.980 (45%) sono uomini.

Nella provincia di Lecce si registrano 266 casi, di cui 169 donne (63,5%) e 97 uomini (36,5%) con un’incidenza del 6,0% sul dato della Regione.

Una lettura del report, e del suo trend crescente, la forniscono gli esperti legali che osservano come nel rapporto azienda e lavoratore in materia di Covid vi sia un aspetto di criticità nel rapporto con le aziende sanitarie locali: “L’impasse – spiega l’avv. Irene Pudda di Rödl & Partner, esperta in privacy & labour compliance – è dovuta al fatto che il datore di lavoro non è autorizzato a comunicare ai colleghi il nominativo di un dipendente risultato positivo. L’azienda è tenuta a fornire all’azienda sanitaria locale le informazioni necessarie perché quest’ultima possa assolvere ai compiti previsti dalla normativa emergenziale e, contemporaneamente, ha facoltà di domandare ai possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente i locali aziendali, ma è l’azienda sanitaria locale che ha la potestà di contattare i lavoratori per poi applicare le opportune misure di quarantena.”

Il rischio, così facendo, è che le aziende lascino operativi interi reparti o uffici con il pericolo di diffusione del virus, non solo tra i dipendenti che sono stati a contatto diretto con il soggetto contagiato, ma anche tra i loro famigliari e i conoscenti.

“Tuttavia non si può fare diversamente – chiarisce l’avv. Pudda di Rödl & Partner – La procedura è volta a tutelare la privacy del lavoratore risultato positivo al coronavirus. Certo, come è facile immaginare, procedere alla disinfezione della postazione di lavoro, delle attrezzature utilizzate e degli spazi comuni frequentati dal dipendente, domandare ai possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente i locali aziendali, nonché isolare o chiudere gli uffici in cui il dipendente ha lavorato garantendone allo stesso tempo la totale riservatezza è di difficile applicazione.”

Nel dettaglio della rilevazione dell’INAIL in Puglia le denunce di infortunio causa Covid-19 sono per il 31,4% dei casi localizzate nella provincia di Foggia con 1.391 infortuni, seguita da quella di Bari con 1.384 casi (31,3%), Brindisi con 496 (11,2%), Barletta-Andria-Trani con 459 (10,4%), Taranto con 430 casi (9,7%) e infine Lecce con 266 casi (6,0%).

https: //www.inail.it/cs/internet/docs/alg-puglia-scheda-regionale-covid-31-dicembre-2020.pdf

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