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Il mercato immobiliare nel 2021 tra incertezze e disuguaglianze

Le incertezze economiche legate all’emergenza Covid-19 avevano fatto prevedere un drastico calo sul mercato del mattone. Dopo uno stop pressoché totale tra marzo e aprile 2020, però, la compravendita immobiliare si è rimessa in moto. A fine 2020 il calo era più esiguo di quanto si temesse, dimostrando che gli italiani vedono ancora il mattone come un bene rifugio.

Il periodo di instabilità è ancora in corso e prevedere con certezza cosa accadrà nei prossimi mesi è impossibile, ma il settore immobiliare è per ora cautamente ottimista. Come si presenta, dunque, il mercato immobiliare nel 2021?

Il mattone come sicurezza per gli italiani

Nel 2020 il PIL è calato dell’8,9%, ma secondo il rapporto sul mercato immobiliare presentato da Nomisma gli italiani non sembrano intenzionati ad abbandonare l’idea di comprare casa. Non si è dunque indebolita la percezione del mattone come investimento sicuro per i risparmi e bene rifugio in tempo di crisi, da sempre prevalente nel nostro Paese.

Come accennato, infatti, il calo nella compravendita di immobili è stato meno drastico di come si temesse, assestandosi al -7,7%.

Allo stesso tempo agenzie immobiliari come RockAgent si sono adattate in fretta alle nuove esigenze dei clienti, integrando nella loro offerta i servizi digitali.

La situazione attuale del mercato immobiliare

Anche in mancanza di un temuto crollo del settore, l’effetto Covid-19 si è fatto sentire chiaramente sulla domanda nel mercato immobiliare. Con il ricordo dei lockdown ancora vivo nella mente, i compratori hanno cercato proprietà più grandi, luminose e confortevoli, con spazi da adattare alle esigenze familiari di smart working e didattica a distanza. È in crescita anche la richiesta di abitazioni con giardini, ampi balconi o facile accesso ad aree verdi. Un altro requisito per molti è la possibilità di un buon risparmio energetico.

La domanda si è rivolta soprattutto a proprietà in periferia, fuori dal comune principale. Prevedibilmente la richiesta di bilocali, monolocali e abitazioni a bassa metratura ha subito un rallentamento. Per quanto riguarda i prezzi, infine, c’è stata una lieve flessione, più significativa sui mercati maggiori.

Crescita delle disparità e domanda di immobili di lusso

Dando uno sguardo alle tendenze menzionate finora non sorprenderà una crescita delle disuguaglianze tra chi compra casa e chi non se lo può permettere. La domanda di proprietà più grandi, confortevoli e vicine al verde suggerisce infatti che gli acquirenti appartengano a una fascia economica medio-alta. Ciò è confermato anche dalla crescita nella domanda di soluzioni di lusso e immobili di pregio, soprattutto nelle grandi città come Milano e Roma. Spesso chi acquista casa in questo momento ne possiede inoltre già una ed è in cerca di una soluzione abitativa migliore.

Difficoltà di accesso al mutuo e possibili conseguenze

 All’estremo opposto, la crisi ha portato una maggiore incertezza economica con la perdita di posti di lavoro nei settori più colpiti. Durante la pandemia, inoltre, le banche sono diventate più restie a concedere mutui, rendendo così arduo l’accesso al mercato immobiliare per chi non abbia credito a disposizione. Se consideriamo che 8 su 10 italiani si avvalgono di un mutuo per comprare casa è chiaro che il settore immobiliare rischia di frenare ancora. La previsione di Nomisma lo conferma, indicando come probabile una nuova crescita graduale del settore solo nel 2022-2023.

In conclusione, il settore immobiliare ha visto nell’ultimo anno un aumento delle disuguaglianze tra chi compra o cerca di comprare un’abitazione. Nonostante l’assenza di una sostanziale differenza nei numeri dei compratori, sono cambiate la tipologia di immobili acquistati e il profilo socioeconomico di chi acquista.

Ci sono però possibili segnali positivi legati al risparmio delle famiglie italiane. Già superiore alla media europea, il numero delle famiglie che risparmiano è cresciuto dal 45% del 2019 al 60% del 2020. Si può sperare, quindi, che parte di questi risparmi si riversino poi nel mattone.

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