Finito il tempo dello «scaricabarile» CIA Salento sollecita interventi urgenti e concreti per contrastare la desertificazione del paesaggio

LECCE – Sembrerebbe finito il tempo dello «scaricabarile». Sembrerebbe finito il tempo in cui le istituzioni non sapevano (o non volevano) dare risposte agli agricoltori. Ora, infatti, sembrerebbe finalmente arrivato il momento in cui la politica ha compreso di non poter più rinviare e che debba assumersi le sue responsabilità davanti ai problemi tuttora irrisolti.

CIA-Agricoltori Italiani Salento ha incontrato, ieri pomeriggio, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Donato Pentassuglia, che ha confermato il proprio impegno concreto già a partire dalle prossime ore.

È stato un incontro a 360° sui problemi che stanno affrontando gli agricoltori salentini. Si è parlato di indennizzi per la Xylella, lentezza burocratica, deroghe Pac, stralcio delle cartelle e riforma dei consorzi di bonifica commissariati, ma non solo.

Sono intervenuti anche il presidente del consiglio regionale Loredana Capone, il direttore generale Arif, Francesco Ferraro, il presidente provinciale e vicepresidente regionale CIA, Benedetto Accogli, i direttori regionale e provinciale rispettivamente Danilo Lolatte ed Emanuela Longo.

Da tempo, l’associazione degli agricoltori sollecitava interventi efficaci e concreti per sostenere e rilanciare il comparto primario. Tuttora sono ferme le misure di sostegno per il contrasto al batterio e per la diversificazione produttiva, rimaste impantanate nelle pastoie burocratiche.

Durante l’incontro, l’assessore Pentassuglia ha annunciato importanti novità. In particolare, nonostante l’esiguo personale degli uffici, si cercherà di passare quanto prima alla fase operativa per liquidare quanto dovuto alle aziende agricole. «È arrivato il momento della responsabilità – ha dichiarato Pentassuglia – Ogni settore dovrà mettersi al servizio al fine di far pervenire in tempi brevi gli aiuti previsti. Ad ogni buon conto stiamo accelerando con le erogazioni. Sono inoltre disponibile ad incontrarvi nella sede leccese della Regione Puglia assieme ai dirigenti preposti in modo da sbloccare le pratiche».

A tre anni dalla pubblicazione del Decreto interministeriale del 6 marzo 2020 sul “Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia” non sono stati ancora liquidati i 300 milioni di euro agli agricoltori per i reimpianti degli olivi secchi, che avrebbero consentito di ricominciare a lavorare e a produrre dopo la grave crisi causata dalla Xylella. Il decreto coprirà meno del 10 per cento dei territori colpiti e «per questo – assicura Pentassuglia – siamo al lavoro affinché si possa ricostruire il paesaggio».

Riguardo al prossimo Piano Strategico della PAC 2023-2027, l’assessore ha fatto sapere che c’è stata un’apertura, nell’interlocuzione con il Ministero, nella speranza che si possa ottenere un risultato soddisfacente per l’agricoltura pugliese. «È in atto un dibattito politico che inevitabilmente si riflette sulle specificità territoriali e settoriali delle regioni italiane. L’attenzione è enorme in quanto le scelte che si stanno compiendo ora, condizioneranno le misure per lo sviluppo rurale di cui il nostro sistema produttivo non può fare a meno. In questo dibattito, la Regione Puglia non ha fatto mancare la propria voce insistendo sulla necessità di non alterare gli equilibri territoriali e sottolineando, più volte, l’esigenza di dedicare una specifica attenzione al comparto olivicolo, che più degli altri potrebbe subire consistenti decurtazioni dalle modifiche regolamentari. Occorre un ulteriore momento di riflessione che rappresenti però un ulteriore passo in avanti verso una PAC più equa e rispettosa delle specificità della nostra agricoltura».

Oltre alle storture della PAC, al centro della discussione anche i consorzi di bonifica, le relative cartelle e le prospettive per come affrontare un futuro prossimo. Tanti gli agricoltori presenti all’incontro che in maniera attiva e decisa hanno descritto le problematiche che quotidianamente affrontano nelle proprie aziende.

Dialogo sicuramente costruttivo ma che necessità di ulteriori approfondimenti e di scelte ferme e decise a tutela del territorio. Sempre più forte la volontà del Salento di riprendersi quello che gli è stato strappato nel corso degli anni.