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Fibromialgia, Lopalco (Gruppo Misto – Articolo Uno): “La Regione istituisca un tavolo ad hoc”

“Consapevolezza e stimolo alla ricerca. Sono queste le parole chiave che devono guidarci per segnare un cambio di passo e far si che la fibromialgia possa finalmente essere riconosciuta dal Sistema sanitario nazionale, inclusa nell’ambito dei LEA e nei percorsi diagnostici-terapeutici”. Interviene così il consigliere regionale di Articolo Uno e Presidente del Gruppo Misto in Regione Puglia, Pier Luigi Lopalco, nell’ambito dell’Agorà democratica sulla fibromialgia tenutasi a Taranto.

“Consapevolezza della classe medica – spiega Lopalco – perché di questa malattia, sulla quale fortunatamente qualche velo d’ombra si sta iniziando a squarciare, ancora troppo poco si sa. Servono diagnosi precoci, stretta collaborazione tra medici di famiglia e specialisti per avviare trattamenti interdisciplinari tra le diverse figure professionali e soprattutto serve far sentire la persona al centro di un percorso di cura. Stimolo alla ricerca perché, al netto dei fondi stanziati dalla legge di bilancio 2022, c’è bisogno che le istituzioni a tutti i livelli, così come i soggetti pubblici e privati, investano fondi più consistenti. È l’unica strada percorribile per fare passi in avanti e garantire la dovuta attenzione alle tante persone affette da un male “invisibile””.

“Troppe – conclude il consigliere regionale – sono ancora le patologie prive di protocolli specifici, troppi i cittadini pugliesi ancora “abbandonati” nel loro confrontarsi con la malattia. A tutti loro occorre dare risposte concrete. Per questo mi impegnerò affinché non si disperda il lavoro che avevo avviato quando ero Assessore alla Sanità. Serve istituire un tavolo a livello regionale composto da professionisti esperti e rappresentanti delle Associazioni e lavorare per il pieno riconoscimento e l’inserimento della fibromialgia nei LEA. La strada è ancora lunga, ma insieme riusciremo ad aprire una nuova stagione, raggiungere questo importante obiettivo e far sentire meno soli e abbandonati i pazienti”.

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