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Federazione Imprese Demaniali Salento, sulla gestione della posidonia

LECCE  – Fino a qualche anno fa si pensava che la presenza della posidonia sulle spiagge fosse qualcosa da eliminare ed evitare, un deterrente nella scelta della struttura balneare in cui permanere. In realtà, la scienza ha evidenziato che si tratta di una pianta marina ricchissima di proprietà e funzioni, tra cui quella di preservare la costa dall’erosione. Questa mattina, presso il “Joli Park Hotel” di Gallipoli, si è svolto un incontro tematico (organizzato dal Presidente di FID – Federazione Imprese Demaniali Salento, Mauro della Valle), che ha evidenziato problemi e punti di forza di questa pianta. Tra i relatori, il Presidente di Legambiente Puglia Maurizio Manna, la microbiologa Carla Creo e il ricercatore Sergio Cappucci, esponente di “Enea”, un’agenzia che da anni collabora con le pubbliche amministrazioni e gli imprenditori balneari, al fine di trarre delle soluzioni vincenti rispetto alla posidonia oceanica e costiera: tutti i progetti sono all’interno del sito “Es-pa – Energia e sostenibilità per la pubblica amministrazione”. Durante il convegno ci sono stati anche gli interventi telematici del Presidente della Provincia e sindaco di Gallipoli Stefano Minerva, dell’assessore Raffaele Piemontese, dell’assessora con delega all’ambiente Anna Grazia Maraschio e della Dirigente Demanio Regione Puglia, Costanza Moreo.

Come ha evidenziato il Presidente Della Valle, ad oggi sono tre le opzioni che ha l’imprenditore, quando si trova la posidonia sul proprio lido: comunicare all’ufficio demanio marittimo, effettuare lo stoccaggio nelle immediate vicinanze o smaltire in discarica. Questa biomassa arriva dal mare ed è una foglia a tutti gli effetti, non è più riconosciuta come un rifiuto speciale, ma anzi è un organico importante per la natura, in grado anche di germogliare.

Illuminante la proiezione in sala di un video realizzato per il programma Rai “Linea Verde”, in cui si sono sintetizzate le caratteristiche della poseidonia: non un’alga ma una pianta, il cui materiale è costituito da foglie e da radici, che una volta depositatasi può essere anche riutilizzata, perché crea ossigeno ed è fondamentale per la fertilizzazione.
Attualmente l’agenzia Enea è impegnata nel brevettatare un processo di confezionamento di pouf e divanetti da spiaggia fatti dalle foglie di posidonia , dove potersi sedere per l’aperitivo: è quanto sta già funzionando ad Alghero e a Favignana. Questi complementi d’arredo balneare sono realizzati senza utilizzare fascette in plastica e sono in grado di contenere il materiale vegetale, così ricoperto e zavorrato con la sabbia, per conferirà comodità e flessibilità.
Cappucci ha sottolineato infatti che si tratta di un habitat che occorre proteggere, lasciandolo “in loco”: ecco l’importanza di creare degli oggetti che possano essere a servizio dei bagnanti e delle strutture balneari, in modo da poter essere infine scomposti, per poter recuperare le foglie e reinserirle nell’ecosistema. Altro modo di utilizzo: la creazione di cuscinetti e di passerelle per garantire l’accesso in acqua ai disabili, ove ci sia la scogliera.
La biologa Carla Creo ha chiarito che sono previsti incentivi per chi metterà in atto queste soluzioni di salvataggio dell’”habitat” naturale che, se invece rimane sulla riva, può portare ad un forte arretramento della stessa, sino a 15 metri.

Molto entusiasta del progetto, il Presidente di Legambiente Puglia Maurizio Manna ha fatto appello ai balneari presenti, auspicando un avvio di queste buone pratiche anche lungo le coste salentine: «In passato, dopo una mareggiata forte, in molte zone abbiamo dovuto transennare tutta la costa, perché l’accumulo di grosse quantità di posidonia rendono inaccessibile l’ingresso in acqua e rappresentano un pericolo in termini di sicurezza».

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