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COVID-19, Gallipoli Futura: “Dal primo marzo ad oggi sono 150 i tamponi “positivi” in Città!”

Lettera aperta dell’Associazione civica –  “Gallipoli Futura” al sindaco e alla cittadinanza.

“I pescatori sanno che il mare è pericoloso e le tempeste terribili, ma non hanno mai considerato quei pericoli ragioni sufficienti per rimanere a terra” (Vincent Van Gogh)

Una Città di mare sa perfettamente cosa sia indispensabile fare quando ci si trova in una tempesta: mantenere la barra, non perdere la testa e remare insieme, come un sol uomo!

L’emergenza Covid, a causa di comportamenti scriteriati, sta travolgendo Gallipoli. Non è il momento di polemiche, non è il momento delle accuse, ma una guida sicura, autorevole, forte è ora necessaria più che mai, che sappia tenere assieme tutto l’equipaggio al fine di poter superare quanto prima la burrasca!

Tutti insieme, dai disabili agli anziani, dai dipendenti pubblici ai liberi professionisti, inclusi tutti gli imprenditori, soprattutto quelli più coinvolti dai danni economici, oltre che sanitari, derivanti dall’epidemia, dalla “gente di mare”, agli artigiani … tutti ma proprio tutti insieme, perché dai marosi si esce tutti insieme, remando tutti nella stessa direzione. Cosa che, finora, non è stato fatto!

A tal fine, come Consigliere comunale di “minoranza” ed a nome del Gruppo consiliare di “Gallipoli Futura”, chiedo espressamente e con urgenza all’Amministrazione Comunale l’istituzione di un“”Tavolo Permanente sull’Emergenza” che includa non solo i componenti del Consiglio comunale stesso, ma anche i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, della Protezione Civile, dell’Ufficio Igiene Pubblica e del Presidio Ospedaliero.

È arrivato il momento, almeno ora, di mettere da parte la ricerca strumentalizzata del consenso elettorale e cercare di rispondere alle paure e ai dubbi non solo di una parte, ma di tutta la nostra “Comunità”, di rinsaldare il nostro senso di appartenenza, di metterci a disposizione e di chiedere il coinvolgimento di tutti. Non farlo è colpevole quanto rifugiarsi sottocoperta mentre l’equipaggio resta in balia delle onde senza una guida!

La tempesta passerà, e passerà più in fretta se sapremo affrontarla insieme!

Nel frattempo dobbiamo accettare il fatto che ognuno di noi sarà chiamato a fare il proprio dovere ed affrontare le proprie responsabilità, che lo voglia o meno!

“Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, è perché non osiamo che sono difficili” (Seneca).

Avv. Flavio Fasano

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