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Approvata nei giorni scorsi la legge che disciplina norme in materia di incentivazione alla transizione energetica dalla Regione Puglia. Confindustria: “Non è questo il metodo con il quale relazionarsi con le parti sociali”

LECCE “Il Consiglio della Regione Puglia ha approvato nei giorni scorsi la legge che disciplina norme in materia di incentivazione alla transizione energetica. La neonata legge recepisce il testo di un disegno di legge di Giunta presentato in discussione e del cui contenuto abbiamo avuto piena contezza solo dopo l’approvazione.

Difatti l’originario disegno, approvato in Giunta regionale il 5 ottobre scorso nonchè in Prima e Quarta Commissione consiliare il successivo 10 ottobre, recava un testo differente”.

Così il Presidente di Confindustria Puglia Sergio Fontana che precisa: “La gestazione di questa legge, importante e rilevante per le ricadute che avrà sui cittadini pugliesi e sulle aziende energetiche, avrebbe richiesto un coinvolgimento pieno delle parti sociali e invece, solo su nostra istanza, siamo stati auditi il giorno prima dell’avvio della discussione in aula del provvedimento. Non è questo il metodo con il quale relazionarsi con le parti sociali e con Confindustria Puglia che rappresenta la maggior parte delle imprese che operano nel settore energetico. Ciò nonostante, in un’ottica di leale collaborazione con la Regione Puglia, abbiamo prodotto, in sede di audizione, osservazioni ed emendamenti correttivi di contraddizioni e carenze della normativa esaminata. D’altronde il testo discusso in Consiglio era diverso nei contenuti rispetto a quello sul quale abbiamo potuto formulare osservazioni.

È un modus operandi, questo, inaccettabile che denota scarsa considerazione di un tessuto produttivo così importante per la nostra regione. L’articolato della legge non è coerente con il quadro normativo nazionale e presenta profili di incostituzionalità.

L’appello di Confindustria Puglia è rimasto inascoltato – conclude il Presidente Fontana – e oggi abbiamo una cattiva legge oltre che un’occasione persa per valorizzare i territori e le comunità locali coinvolte”.

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