Stadio, presentato in Comune il progetto della copertura. 300 giorni il tempo stimato per realizzarlo

Trecento giorni per la copertura. È questo il tempo stimato con i lavori che Inizieranno a luglio. Parola di Massimo Ferrarese, commissario dei Giochi del Mediterraneo. «I lavori per la copertura inizieranno a Luglio, sarà una vera e propria maratona. Abbiamo chiesto ai progettisti un impegno straordinario – afferma il commissario Massimo Ferrarese – Questo impianto che stiamo realizzando per i Giochi del Mediterraneo e quindi lavoreremo per avere lo stadio pronto per i giochi che si svolgeranno ad Agosto 2026. Sarà una copertura che verrà realizzata in 300 giorni. Ci riusciremo se non ci saranno problemi, interferenze, abbiamo una riserva però e delle possibilità, però dobbiamo tenere conto che ci sono due lavori che partono insieme e poi ci sono i tifosi che sono abbonati al Lecce, noi cercheremo di fare il massimo di lavorare con i nostri progettisti e cercherà di trovare la migliore possibile per lavorare e migliorare. Ci saranno dei disagi, ma con la collaborazione e la volontà di raggiungere l’obiettivo Lecce avrà uno stadio di livello internazionale, come quelli che si vedono nelle massime competizioni sportive».
«Sono emozionato – ha detto Saverio Sticchi Damiani, presidente del Lecce -, perchè queste immagini sono il film di 10 anni. Il mio primo pensiero va allo stadio di 10 anni fa fatiscente, con dei settori chiusi e inagibili e poi c’è stato questo percorso bellissimo che oggi è un momento importante per questa città. Ringrazio tutti per il grande lavoro fatto. Si tratta di una giornata che sognavo di vivere da presidente. I Giochi del Mediterraneo sono l’evento principale, ma noi potremmo poi godere di questo straordinario impianto. Sono felice perchè la società in questo senso ha dato il suo contributo, proponendo il nostro piano economico tecnico di fattibilità, di donarlo alla città ai tempi con l’amministrazione Salvemini e poi è proseguito con l’amministrazione Poli Bortone, abbiamo collaborato insieme nel punto di partenza, ma era un modo per dire che noi ci siamo».